Un Fiore per Landini

Non si fa altro che parlare dell’assalto da parte dei fascisti di Forza Nuova alla sede della CGIL romana; Un’eco mediatica enorme e ben strutturata, atta a creare un sentimento di repulsione e condanna.

Anche in questo articolo mi vedrò costretto a cadere nel trabocchetto artefatto del dover prima fare una premessa, giustificandomi e dicendo che, chi sta lottando contro il Green Pass, nulla ha a che vedere con l’assalto di cui sopra. In questo modo legittimerò automaticamente l’artefatto stesso, inserendomi nella melma di una discussione impossibile.

Cerco di spiegarmi meglio: penso che l’assalto sia stato orchestrato ed organizzato da chi non vuole che la lotta contro il Green Pass si sviluppi come si sta sviluppando, che non arrivi ad essere una minaccia troppo grande da gestire, e possa rappresentare l’inizio della fine della sopportazione dei tanti abusi di potere che negli anni tutti noi abbiamo dovuto subire da Governi vessatori, razzisti, fortemente neoliberisti e per nulla espressione del voto.

Si sta creando una concentrazione di malcontento tale da far paura a coloro i quali hanno sempre scelto l’Italia come base sperimentale per un modello mondiale dominante: Il capitalismo selvaggio, non solo visto come modello di organizzazione economica, ma come vissuto esistenziale verso l’egocentrismo, la frammentazione sociale, la solitudine, l’egoismo e il sonno. Il capitalismo selvaggio usato come sedativo sociale, ha rappresentato un formidabile terreno su cui far crescere l’albero del potere. Ogni qualvolta qualcuno tenta di iniziare ad abbattere quell’albero, succedono sempre una serie di eventi uguali nel tempo tra loro. Se solo si avesse la voglia di studiare la storia degli ultimi 55 del nostro Paese, ci si accorgerebbe che il meccanismo di auto difesa dei potenti è sempre quello.

I gruppi del neo fascismo italiano, appaiono sempre come braccio armato nelle grandi tragedie italiane, o come esecutori materiali o come insabbiatori o come elementi di raccordo: Banda della Magliana, Strage di Bologna, Loggia P2 e probabilmente omicidio Mattarella. Sono sempre loro con gli stessi metodi di sempre: fermare il cambiamento con tutte le forze, annientandolo con la violenza. Questo è successo a Roma presso la sede della CGIL.

Chiaramente la fantasia di chi è pagato per frenare il cambiamento, è fervida e sempre in movimento e crea, a volte, incredibili saldature sovra ideologiche. In questo caso Roberto Fiore leader di Forza Nuova, lancia un salvagente a Maurizio Landini leader della GCIL. Infatti, i sindacati confederali iniziavano a sentire una certa pressione su di loro, in relazione alle prese di posizione favorevoli al Green Pass; anche se senza vergogna ormai da molto tempo, questa nomea di fiancheggiatori di un Governo come quello Draghi, iniziava ad avere il suo peso, assolutamente non sulla coscienza ma sulle tessere. E allora ci voleva un colpo di teatro che trasformasse i carnefici in vittime per legittimarli ancora una volta, appunto il teatro dell’assalto alla sede di Roma, attuata da un gruppo neo fascista. Assolutamente geniale.

Nella giornata di sabato, seguendo il ragionamento di cui sopra, tutto è passato dalle oscure terre del collaborazionismo, alle assolate lande del vittimismo retorico e moralista. I sindacati confederali si son sentiti così legittimati e pieni di nuova linfa, da organizzare uno sciopero generale il 16 di ottobre, cioè un giorno prima di quello contro il Green Pass, assicurandosi in questo modo la posizione di difensori della democrazia, contro tutti i fascismi i no grnipassismi e i novaxismi. Stiamo certi che, lo sciopero del 16 ottobre, godrà di una copertura mediatica enorme.

In questa lotta di civiltà che stiamo affrontando nei confronti di uno dei decreti più vergognosi della storia della Repubblica, siamo soli, ma è da quella solitudine che nasce la nostra forza ed è la forza dell’acqua, che penetra in ogni dove e inizia ad erodere. Noi ci siamo!